fetrbepiertoDal 2001 il quotidiano è di proprietà del gruppo Angelucci, attivo nel settore della sanità e dell’immobiliare. Con l’aiuto della banca romana Capitalia, gli Angelucci hanno investito 30 milioni nel quotidiano, trasformandolo da giornale regionale a giornale nazionale. Nel 2003 Libero ha chiesto ai proprietari del bollettino «Opinioni nuove» di prendere in affitto la testata. Il quotidiano è diventato ufficialmente il supplemento dell’organo ufficiale del Movimento Monarchico Italiano. In questo modo ha potuto beneficiare di 5.371.000 euro come finanziamento pubblico agli organi di partito, secondo quanto previsto dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62. Nel 2004 Libero ha comprato la testata «Opinioni nuove» e si è poi trasformato in cooperativa per ottenere i contributi per l’editoria elargiti alle testate edite da cooperative di giornalisti. Dal 2007 il quotidiano è edito dalla Editoriale Libero s.r.l., che fa capo alla Fondazione San Raffaele, struttura ospedaliera di Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi.

Nei sette anni che intercorrono dal 2003 al 2009, Libero ha beneficiato di contributi pubblici per 40 milioni di euro. Nel 2006 Libero ha chiuso il bilancio con profitti per 187 000 euro.

Nel febbraio 2011, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) con la delibera 63/11/CONS, ha sanzionato il senatore Antonio Angelucci per omessa comunicazione di controllo per i giornali Opinioni Nuove Libero Quotidiano (Libero) e Il Nuovo Riformista. La Commissione Consultiva sull’editoria presso la Presidenza del Consiglio, preso atto della sanzione comminata dall’Agcom, ha stabilito che i due quotidiani dovranno restituire i circa 43 milioni di euro di contributi percepiti negli anni 2006-2010.

L’EDITORE DI LIBERO SEN. PDL ANGELUCCI.
Imputato per associazione a delinquere, truffa e falso.
Ha assistito al pestaggio del nipote minorenne da parte di suo figlio, Salvatore Angelucci, senza intervenire.

Abruzzese, classe ’44, a capo della holding Tosinvest (che prende il nome dalle prime due lettere (TO – SI) dei nomi del fondatore Antonio, più noto come Tonino, e della sua prima moglie Silvana Paolini) che detiene una rete fittissima di cliniche e strutture sanitarie in tutta Italia e in particolare nel Lazio e in Puglia. Attivi anche nel mercato dell’editoria, gli Angelucci possiedono la proprietà di “Libero” e de “Il Riformista” (in passato avevano una partecipazione anche nell’Unità). Nel 2008 viene eletto deputato alle elezioni politiche con il PdL.

Negli anni ’90, grazie agli ottimi rapporti instaurati con Cesare Geronzi e la Banca di Roma (poi Capitalia), Angelucci ottiene ingenti prestiti per poter acquistare importanti partecipazioni. Dalla fine dello scorso anno la famiglia Angelucci, attraverso la società veicolo lussemburghese TH S.A., fa parte, con il 7.1%, del capitale azionario di Alitalia. Non sono mancati gli scandali e le vicende di cronaca giudiziaria all’”impero della Sanità”. Già nel ’99, l’acquisto e la successiva vendita al ministero della Salute del San Raffaele di Roma, fu aspramente criticato e additato come transazione speculativa. Poi nel 2006, Giampaolo, è indagato per una vicenda di corruzione riguardante l’ex governatore della Puglia, Raffaele Fitto, che ha portato all’arresto nel febbraio di quest’anno, ottenendo però i domiciliari. Tra le altre, secondo l’accusa il gruppo Angelucci elargiva biglietti gratis per le partite di calcio ad esponenti politici che spesso venivano anche ospitati a bordo di elicotteri e panfili della famiglia per passaggi alle isole Eolie. Nell’estate 2008, la Famiglia è stata coinvolta, al momento senza accuse dirette, nella Sanitopoli d’Abruzzo, vicenda di mescolanza tra affari e politica che ha portato all’arresto e alle conseguenti dimissioni del governatore regionale Ottaviano Del Turco, accusato di intascare tangenti da alcuni imprenditori della sanità attivi in Abruzzo.