Vi dice qualcosa il nome George Soros? Provate a pensare alle ultime elezioni Europee ed associatelo alla Scytl.

Avete capito bene, ecco chi è il magnate speculatore a capo della società spagnola che si occupa del conteggio dei voti durante le elezioni in vari paesi. Italia compresa.

Ventidue anni fa, con il suo fondo Quantum, contribuì a portare la lira, e la nostra economia, a un passo dal baratro. Ora, George Soros, finanziere americano di origini ungheresi con un patrimonio da 14 miliardi di dollari e una seconda vita da filantropo, è anche vincitore del premio Terzani, ricevuto a Udine per il suo saggio “La crisi globale e l’instabilità finanziaria europea”.

Ecco le sue dichiarazioni dopo la cosegna del premio:

“L’attacco speculativo contro la lira – esordisce Soros – fu una legittima operazione finanziaria”. “Mi ero basato sulle dichiarazioni della Bundesbank, che dicevano che la banca tedesca non avrebbe sostenuto la valuta italiana. Bastava saperle leggere”. Nessun segreto, insomma. Nessuna informazione riservata o soffiata nei salotti dell’alta finanza. Solo una lucida, ma spietata, comprensione della realtà, che Soros sintetizza con nuna formula particorlamente efficace: “Gli speculatori fanno il loro lavoro, non hanno colpe. Queste semmai competono ai legislatori che permettono che le speculazioni avvengano. Gli speculatori sono solo i messaggeri di cattive notizie”.

L’azione di Soros nel 1992 – la vendita di lire allo scoperto comprando dollari – costrinse la Banca d’Italia a vendere 48 miliardi di dollari di riserve per sostenere il cambio, portando a una svalutazione della nostra moneta del 30% e l’estromissione della lira dal sistema monetario europeo.

Per rientrare nello Sme, il governo italiano fu obbligato a una delle più pesanti manovre finanziarie della sua storia – circa 93 mila miliardi di lire – al cui interno, tra le tante misure, fece per la prima volta la sua comparsa l’imposta sulla casa (Ici), poi divenuta Imu. Soltanto cinque mesi prima il presidente del consiglio di allora Giuliano Amato diede il via libera al prelievo forzoso del 6/1000 sui conti correnti nella notte tra il 9 e 10 luglio.