Per i pm, nelle sacche con lo stemma di una squadra di calcio, c’era il denaro degli imprenditori, poi girato alla politica

Prima o poi c’è sempre una segretaria che ti ficca nei guai. Come è successo a Pierfrancesco Guarguaglini. Da ieri l’ex presidente di Finmeccanica è agli arresti domiciliari per associazione a delinquere e corruzione perché la signora Patrizia Silverio, la sua storica collaboratrice per nove anni e fino al dicembre 2011 – data delle dimissioni di Guarguaglini – si è ricordata della consegna nell’ufficio al
settimo piano di Piazza Montegrappa a Roma di un borsone del Pescina Valle del Giovenco.

Uno di quei borsoni da calcio farciti di centinaia e centinaia di migliaia di euro raccontati dalle cronache di fine marzo, quando agli arresti
per i fondi neri di Finmeccanica finirono Lorenzo Borgogni, ex direttore delle Relazioni esterne Finmeccanica, Stefano Carlini, ex direttore operativo Selex Se.Ma. e due imprenditori romani, Vincenzo Angeloni (ex parlamentare FI, dentista di Guarguaglini) e Luigi Malavisi.

Secondo la Procura di Napoli in quelle sacche con lo stemma della squadra abruzzese, il ‘giocattolo’ di Finmeccanica, che grazie ai fondi neri fu capace di ingaggiare campioni e vecchie glorie, c’erano le mazzette raccolte dagli imprenditori che hanno partecipato alla grande abbuffata degli appalti del Sistri, il sistema per la tracciabilità dei rifiuti in Campania. Mazzette da girare ai vertici del gruppo controllato dal ministero del Tesoro, e forse anche a ‘sponsor politici’ sui quali gli inquirenti stanno lavorando. A marzo c’era una richiesta di arresto pure per Guarguaglini, che fu perquisito.

FU RIGETTATA dal Gip Francesco De Falco Giannone per l’assenza di riscontri alla chiamata in correità di Sabatino Stornelli, arrestato
nel 2013 nella prima tranche dell’inchiesta, ex amministratore di Selex Se.Ma., l’azienda che ottenne il contratto per il Sistri durante l’emer –
genza rifiuti in Campania, secretato dal governo Berlusconi. In questi tre mesi i pm della Dda Catello Maresca, Marco Del Gaudio e Maurizio
Giordano e gli uomini del Nucleo Tributario Gdf agli ordini del colonnello Nicola Altiero hanno compiuto nuove indagini. E hanno trovato
i riscontri. A partire dalle dichiarazioni dell’ex segretaria di Guarguaglini. Si ricorda della consegna di un solo borsone. “Prima del maggio 2010, quando iniziarono i problemi giudiziari di Finmeccanica. Non ricordo chi materialmente portava il borsone, ma escludo che fosse il commesso, potendo invece essere uno tra Sabatino Stornelli e Vincenzo Angeloni”.

Alle parole della signora Silverio si aggiunge la ricostruzione di un audit interno col quale Guarguaglini avrebbe provato a insabbiare
un esposto sui fondi neri, e un lungo verbale di Malavisi. Sentito il 16 aprile, Malavisi racconta di essere stato il corriere di tangenti nascoste in buste A4 e consegnate a Maurizio Stornelli, il fratello di Sabatino. “Mi riferì che si trattava effettivamente di soldi da recapitare ai
vertici di Finmeccanica per le esigenze del Pescina Valle del Giovenco”. Ci sono poi le intercettazioni di Guarguaglini del giorno dopo l’arresto di Borgogni&c. In una ammette di aver assunto una cugina al centro Sistri di Cecina. In un’altra, dopo le perquisizioni, avvisa la sua ex segretaria “ricordandole –si legge nell’ordinanza – che se fosse stato necessario, l’avrebbe citata per testimoniare a proprio favore”. È successo esattamente il contrario.

di Vincenzo Iurillo