(***) – Washington, 12 ott. – Cresce l’allarme ebola negli Stati Uniti, dopo che un’infermiera che aveva assistito il primo malato negli Usa, Thomas Duncan, e’ risultata positiva al virus. Il primo contagio in territorio americano e’ dovuto a “una violazione del protocollo” e c’e’ il rischio che nei prossimi giorni ci siano altri casi, ha avvertito il direttore del Centro americano per la Prevenzione ed il controllo delle Malattie (Cdc) di Atlanta, Thomas Frieden.

L’infermiera dell’Ospedale presbiteriano di Dallas si era sentita male: aveva una leggera febbre ed e’ stata messa in isolamento dopo che dal test preliminare eseguito a Austin e’ risultata positiva all’ebola, sia pure con un livello basso. Le sue condizioni sono definite stabili. Duncan ha spiegato che la causa del contagio e’ “una violazione del protocollo stabilito nel trattare i pazienti malati di ebola”. In particolare non sarebbero state rispettate le procedure si sicurezza durante l’intubazione dei reni per la dialisi del “paziente zero” Usa, il liberiano Duncan deceduto mercoledi’ scorso.

Confermato ufficialmente il primo caso di contagio

Il Cdc ha aperto un’inchiesta e ora sta cercando di capire quali altri operatori sanitari, nella cinquantina che si prese cura di Duncan, potrebbero essere stati contagiati. “Stiamo valutando altre potenziali esposizioni di operatori sanitari al virus, e’ possibile che altri individui siano stati esposti”. Un altro operatore che la affiancava (di cui non e’ stata rivelata l’identita’) e’ stato messo in isolamento. Frieden ha spiegato che l’infermiera aveva assistito Duncan da quando era stato ricoverato nel suo ospedale, il 28 settembre, e aveva avuto un “contatto prolungato” con il paziente in molteplici occasioni, anche se ha sempre indossato i guanti, la maschera e la tuta di protezione. L’appartamento dell’infermiera e’ gia’ stato decontaminato da un’unita’ speciale della pilizia. Il virus, che ha gia’ causato 4.000 morti nell’Africa occidentale, sta suscitando allarme anche in Europa. (***)

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