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Riprendiamo il commento di Roberto Saviano all’assoluzione di Ricky Jackson, Afroamericano incarcerato per 39 anni da innocente:

Come si sopravvive a una grande ingiustizia, alla solitudine abissale? Come si fa a sopportare il senso di vergogna per qualcosa che non hai fatto ma che tutti ti imputano? Come sopporti la tolleranza nello sguardo della tua famiglia, che ti sta accanto per dovere ma non crede fino in fondo alla tua innocenza? Troppo pesante è stata la sentenza, troppo forte la convinzione dello Stato. Come si sopravvive a tutto questo? Lasciandosi morire? Gettando il cuore ai cani? Lasciando evaporare ogni umanità? Questo vorrei chiedere a Ricky Jackson. Ha trascorso 39 anni in carcere da innocente. Non aveva ucciso. Afroamericano, oggi 57 anni, entrò in galera quando ne aveva 18, condannato per l’omicidio di Harold Franks. Un omicidio che non aveva commesso. È stato scagionato solo pochi giorni fa dopo che Eddie Vernon, il testimone allora dodicenne che lo aveva incastrato, ha confessato di aver mentito, spiegando alle autorità che in realtà non aveva assistito all’omicidio: nel momento dell’assassinio, infatti, era lontano, a bordo di uno scuolabus, come confermato successivamente da altri testimoni.

Ricky Jackson inizialmente venne condannato a morte, poi la sentenza si trasformò in ergastolo perché l’Ohio sospese le esecuzioni capitali.
Quella di Jackson è l’ingiusta detenzione più lunga nella storia degli Stati Uniti.

Roberto Saviano