Grillo il sospetto brogli di infoindipendente
 

Nel nostro articolo del 26 MaggioElezioni europee e il sospetto di brogli elettorali”  parlammo del rschio di Brogli alle elezioni Europee. L’articolo in sostanza feceva una analisi logica sullo scenario politico del momento, confrontandolo poi col ‘fantasmagorico’ responso delle urne (41%al pd).

Parlammo senza mezzi termini di ‘stupro alla logica’, riferendoci al risultato. Oggi purtroppo la nostra tesi anzichè essere smentita, risulta come non mai credibile ed avvalorata dagli ultimi gravissimi fatti di cronaca.

Lo ripetiamo con forza come facemmo allora: Chiediamo ai 5 Stelle, unica forza  credibile in parlamento di esigere la riconta e la verifica del numero totale delle schede elettorali.

Veniamo ad oggi e allo scandalo ‘mafia capitale’, dove nel calderone della corruzione finiscono coop rosse guidate da uomini di sinistra in affari con esponenti di destra, lo scopo? lucrare sui ‘disperati’. Ma si scopre anche altro, sembrerebbe siano riusciti addirittura a mettere le ‘grinfie’ sulle votazioni elettorali, modificandone di fatto i risultati.

Ecco allora che spunta il filone d’indagine relativo ai reati elettorali e dentro ci sono tutti: da Massimo Carminati al commercialista Marco Iannilli, dall’uomo delle coop Salvatore Buzzi ai politici Luca Gramazio e Marco Visconti , entrambi ex assessori comunali, e pure un bel pezzo dello staff del sindaco Gianni Alemanno.

Tutti insieme, accusati di vari reati contro la P.A. tra cui quelli “in materia elettorale al fine di incidere sul risultato delle elezioni”. Il centro della vicenda, su questi temi, è considerato il consigliere Luca Gramazio, indagato sulla base dell’art. 100 del Testo unico elettorale, che punisce chiunque “con minacce e violenza” turbi “il regolare svolgimento”del voto e pure chi “forma falsamente” o “altera” liste, schede o altro materiale elettorale.

Mentre erano in corso le elezioni 2013 per Camera, Senato e alcune regioni, infatti, Gramazio – candidato Pdl al consiglio del Lazio – veniva monitorato costantemente dalla Procura di Roma. Lui, figlio del senatore Domenico, finì per essere eletto con 18.736 preferenze: in questo anno e mezzo ha fatto in tempo a passare a Forza Italia e diventarne capogruppo. Ora, però, proprio per quelle elezioni è indagato “in concorso con altri” da identificare perché “poneva in essere atti diretti in modo inequivoco alla produzione di schede elettorali false, nelle elezioni regionali del febbraio 2013”. Il sospetto è che siano state usate schede stampate in esubero rispetto al necessario.

A dimostrazione della efficenza della squadra elettorale messa in piedi da Gramazio, una richiesta, lecita per quanto bizzarra, di Michele Baldi , (estraneo alle indagini, ndr), che intanto correva per le stesse elezioni, ma con la lista Zingaretti. Al telefono il 20 febbraio 2013 con tono scherzoso Baldi diceva: “ Senti, visto che *** da Marione (Marione Corsi , speaker radiofonico, ndr ), dove i tuoi colleghi vorrebbero pagare ma non ce vanno … Io a te, non a papà, a te … te posso chiedere un favore da leale? … Gli dici alla tua rete di scrutatori de rispettamme?” .

E Gramazio assicura: “ Cento per cento, stai tranquillo” .

Alla fine, la campagna elettorale va benissimo e al telefono il Cecato si congratula con Gramazio. Il volere del popolo, prima di tutto.

Questo è lo scenario in cui si sono svolte alcune delle più importanti elezioni romane, alla luce di tuttociò ci chiediamo: Il nostro sospetto di brogli era ragionevole? Oppure siamo solo dei rosiconi?