Il tavolo di Matteo Renzi è costato 10 mila euro, ha pagato tutto la cooperativa e, tra i soci della nostra cooperativa, la 29 giugno, cè anche Massimo Carminati. A parlare è Claudio Bolla, braccio destro di Salvatore Buzzi, luomo delle cooperative rosse in affari con Massimo Carminati, il capo di Mafia Capitale.

C’erano anche Buzzi e Carlo Maria Guarany, entrambi arrestati nellinchiesta romana con laccusa di associazione mafiosa.

 Ma chi erano gli altri due? chiede a Bolla Antonio Massari del ****************:’ Sono due soci della cooperativa, persone senza alcuna carica, non vi dico il nome perché non mi va di metterli in questo tritacarne senza motivo’.

Prosegue Bolla:’non hanno pagato un centesimo, Buzzi mi ha detto che ha sborsato tutto la cooperativa. Buzzi un giorno mi chiama, mi dice: Abbiamo preso un tavolo alla cena del Pd, cè Renzi, ti va di venire?. La verità è che non ci voleva andare nessuno, era in difficoltà a trovare gente disponibile, così lha chiesto a me e agli altri due, perché, pensando che in quel contesto ti trovi a parlare con imprenditori e amministratori locali, voleva qualcuno in grado di spiccicare due parole in italiano… “

Per partecipare era necessario l’invito di un politico: chi vi ha invitati? Salvatore sè auto-invitato. Non ha bisogno dessere invitato. Per una cooperativa come la nostra, 10 mila euro, cosa vuole che siano? Non è bello se non ci andiamo, visto che è in corso il finanziamento del partito e non cè più il finanziamento pubblico.

Ma Carminati era un socio vero o fittizio secondo lei? Penso che sia stato un socio vero. Ha letto il suo nome sullelenco dei soci? Io lelenco dei soci non lho mai visto. Mai visto? Pensi che labbiamo cercato per quattro giorni, da quando ci sono stati gli arresti, e labbiamo trovato soltanto oggi: sono tre faldoni di nomi che abbiamo appena consegnato al nuovo consiglio di amministrazione. E il nome di Carminati cè? Voglio verificarlo anche io. Voglio capire fino a che punto Buzzi può averci raccontato balle.

Questa che avete appena letto è una parte dell’intervista a Claudio Bolla rilasciata ad Antonio Massari, giornalista del ****************.

Claudio Bolla come abbiamo spiegato pocanzi era il braccio destro di Salvatore Buzzi, l’uomo delle coop rosse che gestiva gli affari con Massimo Carminati.. Ma chi è Massimo Carminati?

In 56 anni di vita, Massimo Carminati, adesso in carcere con laccusa di essere a capo di quella che è stata denominato Mafia Capitale, ha avuto la fortuna di beneficiare di ben tre indulti. Come si scopre scorrendo le cinque pagine di casellario giudiziale che raccontano i guai con la giustizia dai quali è sempre uscito indenne dellultimo Re di Roma e che affondano le radici negli anni 80.

È INFATTI il 1979 quando partecipa alla rapina alla filiale romana della Chase Manhattan Bank. Durante una conversazione finita nei nastri della Procura di Roma nellambito dellindagine Mondo di Mezzo, Carminati descrive così quellepisodio: Il giorno dopo la Chase Manhattan Bank siamo andati lìgli ho fatto comprail 323 (una Bmw, ndr) pure a luicaveva una baracca gli ho detto… ’annamose a comprail 323’… ancora me lo ricordo. 11 milionicalcola pigliavamo stecche da 50-60 milioniti facevi una macchina che adesso varrà 40-50.000 euro con 50 milioni mero comprato casala prima casa che mi sono compratocon una stecca.

Eccolo, l’ultimo Re di Roma che parla di sé e di quello che è stato il passato. Per quella rapina messa a segno assieme a esponenti di Avanguardia nazionale e dei Nar, come Valerio Fioravanti, la sentenza definitiva arriva ad aprile 1987 con una condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione e linterdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Tutto cancellato dall’indulto del 1986.

Per inciso: Presidente del Consiglio era Bettino Craxi

MA TENETEVI A MENTE ANCHE CHI C’ERA TRA I MINISTRI: sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei ministri Giuliano Amato. SE MAI CE LO DOVESSERO PROPORRE COME PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.

E non solo. Perché sulla stessa sentenza poi arriverà anche un secondo indulto, quello del 1990, anno in cui Francesco Cossiga era al Quirinale e Giulio Andreotti a Palazzo Chigi. Alla fine su questa condanna emessa dal Tribunale di Roma nel 1992 interviene anche la liberazione anticipata prevista dallordinamento penitenziario (7 mesi e 15 giorni con la buona condotta).

L’indulto del governo Andreotti cancella anche una seconda pena a un anno e mezzo di reclusione inflitta a Carminati dalla Cassazione nel 1991 per i reati di rapina, detenzione e porto illegale di armi per fatti che risalgono al 30 luglio 1980. Condonata anche una terza pena inflitta stavolta nel 1988 per un reato di ricettazione commesso il 20 aprile del 1981, un giorno che segnerà per sempre la vita di Carminati.

STAVA SCAPPANDO verso la Svizzera con due avanguardisti quando in provincia di Varese la polizia, convinta che con loro si trovassero i capi dei Nar, apre il fuoco. Carminati viene ferito ad un occhio e ne perderà luso per sempre. Da qui i soprannomi “Er Cecato” e Er Pirata.

Passano pochi anni e la sua storia s’incrocia di nuovo con il tribunale di Roma. Nel 2000 viene condannato a sei anni e 1 mese di reclusione per associazione a delinquere, detenzione e porto illegale di armi, ricettazione continuata in concorso. È questo il processo alla Banda della Magliana con i suoi 69 appartenenti. Il pm Andrea De Gasperis chiede, per Carminati, una pena pari a 25 anni di carcere.

Ma alla fine è stato condannato a 10 anni di reclusione in primo grado ridotti a 6 anni e 6 mesi in appello. A causa dellaccumulo delle condanne, gli anni di reclusione poi diventano 11 e 9 mesi, scontati in parte per poi passare alla libertà vigilata, finché nel 2006 il magistrato di sorveglianza non ne ha disposto la revoca.

Certo, al di là degli indulti, gli sarebbe andata diversamente se fosse stato condannato per banda armata nel processo ai Nar, dove invece è stato assolto. Come per lomicidio Pecorelli e il depistaggio relativo alla strage di Bologna. Passano gli anni e Carminati viene accusato di essere la mente dellorganizzazione del furto del caveau . Con altre 23 persone avrebbe aperto 147 cassette di sicurezza di proprietàdi dipendenti del Palazzo di giustizia romano, portando a casa un bottino di oltre 50 miliardi di lire in oro e gioielli, oltre a diversi documenti riservati appartenenti a giudici.

Ad aprile del 2008 viene condannato dal tri bunale di Perugia per questo furto a quattro anni di reclusione, pena sospesa con un decreto del procuratore generale del tribunale finché non arriva un altro indulto, quello del 2006 con Giorgio Napolitano al Quirinale, Romano Prodi al governo e Clemente Mastella ministro della giustizia.

ECCO CHE SPUNTA ANCHE NAPOLITANO CON L’AIUTINO DELL’INDULTO, OVVIAMENTE NON SOLO PER CARMINATI.. CI MANCHEREBBE.

LA LEGGE fu anche chiamata salva-Previti perché cadde a pennello poco dopo la condanna nel processo Imi-Sir. E non salvò solo l ex ministro della Difesa, ma ne ha beneficiato, molti anni dopo anche Silvio Berlusconi quando nel 2012 è stato condannato a 4 anni di reclusione per i reati fiscali nell ambito del processo per l acquisi – zione dei diritti tv di Mediaset. Tre anni della condanna all ex premier sono stati condonati proprio per gli effetti della legge sul condono del 2006.

Di cui ha tratto beneficio anche Carminati. Rideterminando la pena da scontare così per Carminati la pena che resta da scontare ammonta a un anno. Pochi giorni fa però l ex Re di Roma è finito in un guaio davvero grosso: stavolta l accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. Chissà se il futuro ci riserverà qualche altro condono, salva tutti.