Gli enti che dovevano essere cancellati stanno nominando nuovi segretari generali con incarichi che arrivano anche a 150mila euro.

Gli enti fantasma? Anziché tagliare assumono nuovi dirigenti. Succede nelle mai abolite province d’Italia dove, a seguito della riforma Delrio, sono stati ridotti e rimodulati gli organi “politici” ma è rimasto in piedi tutto il corredo di funzioni tecniche delegate in materia di scuola, strade, trasporti pubblici, formazione e ambiente. E così gli enti da rottamare – come nulla fosse – continuano a nominare segretari. E’ appena successo a Varese e Ferrara, dove si è addirittura votato già secondo la nuova legislazione, come ente di secondo livello. Il caso ha voluto che i cognomi dei primi segretari nominati con le nuove regole siano Tramontana e Primavera, quasi una metafora del destino delle province che vengono sempre date per morte e sempre rinascono, sotto nuove spoglie.

Il fatto è che a distanza di otto mesi dalla legge il processo di riordino è ancora tutto per aria, l’assorbimento delle funzioni da parte di Regioni e Comuni procede in forte ritardo sulla tabella di marcia. Se tutto va bene, se ne parlerà nella primavera 2015.

Da qui il caos ribattezzato “legge Delirio”, un groviglio di “impossibilità”, rischi e paradossi. Upi e Anci, guardando i tagli, si dicono certe che già a gennaio molte province andranno incontro al dissesto finanziario. A Campobasso, per dare la misura, gli insegnanti sono in protesta dal 10 novembre, quando il presidente della Provincia ha annunciato che avrebbe tenuto i caloriferi accesi per tre ore al giorno fino a Natale per razionare il consumo di riscaldamento, e che non è in condizioni di garantire la prosecuzione dell’accensione degli impianti dal 2015. Altri hanno già manifestato il timore di non poter garantire il pagamento degli stipendi al personale dipendente. Ed è qui che si consuma l’ultimo paradosso della tormentata vicenda: se la loro effettiva abolizione doveva comportare il rischio di 20mila esuberi, quella farlocca ha subito offerto il destro a nuovi incarichi dirigenziali. Sono i segretari generali, figure tecniche di nomina politica che comportano rilevanti oneri per le amministrazioni: da 43mila a 155mila euro.