Oggi sarà il giorno delle Quirinarie a 5 Stelle. Con quattro nomi per il Colle, e
in testa quello di Romano Prodi. Il miglior ariete su piazza contro il patto tra Renzi e Ber- lusconi. Ma ieri è stata la giornata degli addii, con nove deputati usciti dal Movimento: degenerata a sera nella dura contestazione di alcuni grillini a tre fuoriusciti, coperti di insulti (e forse sputi) mentre cercavano di entrare al Nazareno per le consultazioni sul Colle.

Vista l’aria, hanno rinunciato. “La polizia ha dovuto portarci via, ho preso colpi alla schiena” racconta Walter Rizzetto. Che (si) chiede: “Grillo mi esprimerà solidarietà?”. È un vulcano pieno di tutto, il M5S che cerca la rotta verso il Colle. E che nella partita con Renzi deve subire una mini-emorragia. Sono le dieci, quando nove deputati annunciano l’addio alla Camera. Si tratta di Rizzetto, Aris Prodani, Samuele Segoni, Mara Mucci, Eleonora Bechis, Marco Baldassarre, Sebastiano Barbanti, Gessica Rostellato e Tancredi Turco. Non c’è il senatore Francesco Molinari (dovrebbe dire addio dopo il voto per il Colle).

NELLA SALA STAMPA spicca Ettore Rosato, vicecapogruppo Pd, sherpa di prima fila di Renzi. Sta in piedi, sorride spesso. Seduti, diversi ex M5S di Senato e Camera, con cui i nove formeranno “Alternativa Libera”, gruppo per ora attorno ai venti parlamentari. Dal microfono, Mucci: “I vertici abusivi hanno tradito i valori del Movimento, con un direttorio nominato dall’alto che decide per tutti. Il dibattito è negato”. Legge un testo tutto d’un fiato: “Aspiravamo alla bellezza, non alla rabbia e alla violenza verbale”. Poi Rizzetto: “Andremo alle consultazioni, ma non prendiamo impegni con nessuno”.

A conferenza finita, Barbanti scoppia in lacrime. Poco dopo, le bordate degli ortodossi. Luigi Di Maio: “È in corso una campagna acquisti legata alla Presidenza della Repubblica. O c’è qualcuno che sa comprare bene o qualcuno che si vende per poco”. Su Twitter gli risponde il dem Matteo Orfini: “La reazione di Di Maio spiega le ragioni di chi lascia, il M5S vive una mutazione genetica autoritaria inquietante”. Gli replica Alessandro Di Battista: “A Roma sei il commissario di un partito infiltrato dalla mafia”. E Orfini: “Ti sei accorto che la mafia esiste”. Sul blog di Grillo compaiono sei risposte alla mail che lunedì il fondatore e Casaleggio avevano mandato a tutti i parlamentari del Pd, per chiedere i nomi per il Colle da votare sul web.

Rispondo i prodianissimi Sandra Zampa e Franco Monaco, che indicano l’ex premier. Per Prodi ovviamente anche Giuseppe Civati, che per il fondatore dell’Ulivo ha lanciato una campagna, e Corradino Mineo. Scrive anche il renziano Stefano Esposito, mente del canguro sull’Italicum: “Caro Beppe, *** a zappare la vigna”. Nei corridoi della Camera si prova a tessere la difficile tela per Prodi. Il M5S ha ormai rimosso il no. Sel e Civati lavora- no per portare al tavolo della santa alleanza i bersaniani. Arturo Scotto (Sel) fa da ufficiale di collegamento, Civati è perennemente al telefono, arriva pure Vendola. Ma dai bersaniani non arrivano segnali concreti.

I 5 Stelle osservano, non entusiasti. La deputata Vega Colonnese ironizza su Facebook: “Prodi, quello dell’euro, dell’Iri e dei cip6 in Campania. Avanti miei Prodi!”. Almeno metà del Direttorio (Carla Ruocco, Roberto Fico) nutre fortissimi dubbi. Ma la linea dei diarchi è quella: Prodi va tenuto in partita. Lo ratificano Grillo e Casaleggio in un incontro di tre ore a Milano, nel quale fissano per oggi le Quiri- narie. Gli iscritti al blog di Grillo potranno scegliere tra 4 nomi: tra cui Prodi. Nel frattempo alle 21, davanti alla sede del Pd, arrivano Rizzetto, Turco e Baldassarre. Ad attenderli una ventina di grillini con cartelli. Il bersaglio è Rizzetto: “Traditore, venduto” gli urlano. La polizia deve scortare lui e gli altri due deputati indietro fino a Largo Chigi.

Rizzetto parla di “attacco squadrista e violento”. Aggiunge: “Volevamo proporre Rodotà e Di Matteo”. Al Nazareno riescono a entrare gli ex M5S Orellana e Bocchino. Oggi, alle 9, assemblea congiunta dei parlamentari dei 5 Stelle.

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