RENZIPROV

Il più giovane presidente del Consiglio è nato l’11 gennaio 1975 a Rignano sull’Arno, 9 mila abitanti, 23 chilometri da piazza della Signoria. Il padre Tiziano (…)  e la madre Laura Bovoli vivono in un palazzone di via Vittorio Veneto, con la primogenita Benedetta di tre anni (nel 1983 arriverà Samuele e nel 1984 Matilde, l’unica impegnata nei comitati elettorali del fratello).

(…) Serve messa a don Giovanni Sassolini, parroco di Santa Maria Immacolata. Gioca stopper nella Rignanese, ma riesce meglio come arbitro e come radiocronista. (Ancora l’anno scorso, in una partita di beneficenza, ha preteso di tirare un rigore: parato, per giunta dal sottosegretario Toccafondi, alfaniano). Si fa eleggere rappresentante di classe. Entra negli scout. Guida un gruppo in una gita in Garfagnana: si perdono in un bosco, passano la notte all’addiaccio. I compagni lo chiamano «Mat-teoria», perché parla parla ma poi a lavorare sono sempre gli altri. Il capo scout Roberto Cociancich scrive: «Matteo ha doti di leader. Lo vedremo crescere». Oggi Cociancich è senatore pd, inserito nel listino in quota Renzi.

Nel 1994 partecipa, sulle reti di Silvio Berlusconi, alla “Ruota della fortuna” con Mike Bongiorno, vincendo 48 milioni in 5 puntate.

Nel 1995 fonda a Rignano un circolo in sostegno di Romano Prodi. Nel 1999 sposa Agnese Landini, conosciuta agli esercizi spirituali nell’Agesci.

Arrivato alla Provincia di Firenze inventa la kermesse culturale “Il Genio fiorentino”, la società di comunicazione Florence Multimedia, e Florence Tv.

Nel 2009 si candida alle primarie per Palazzo Vecchio, e batte il prescelto Lapo Pistelli:40,5% contro 26,9. Supera al ballottaggio il portiere Giovanni Galli e diventa sindaco.

Nomina dieci assessori, cinque uomini e cinque donne. Oggi non ne è rimasto neanche uno. Il sindaco li ha sempre scavalcati, parlando direttamente con i funzionari. Quando intuisce che qualcuno passa informazioni riservate ai giornalisti, per scovarlo racconta con tono da cospiratore a tre assessori tre piani diversi per il traffico: individua così il colpevole.

Il presidente di Confindustria Firenze, Giovanni Gentile, critica la sua proposta di introdurre la tassa di soggiorno, lui replica: «Gentile conta come il presidente di un club del burraco».

In una vecchia stazione ferroviaria, la Leopolda, riunisce i giovani del partito, affida il format a Giorgio Gori e la regia a Fausto Brizzi. Dice che la classe dirigente del Paese va «rottamata», come le automobili. La settimana dopo, va a pranzo da Berlusconi ad Arcore. «Per Firenze questo e altro» si giustifica.

Insomma i presupposti erano chiari sin dagli inizi, perchè il cacciapalle di Rignano detto “il bomba” divenisse quello che oggi è sotto gli occhi di tutti.