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La parola alla base. Perché senatori e deputati del M5S la pensano diversamente (anche) sulla legge anticorruzione. E il tema è delicato, come una mina.

Oggi, dalle 10 alle 19, gli iscritti al blog di Beppe Grillo voteranno sul portale per dare l’indicazione di voto ai senatori sul ddl Grasso (o ciò che ne rimane), in discussione a Palazzo Madama. Così recita il post dello staff di Grillo, pubblicato su Facebook dal deputato Angelo Tofalo. Come spesso avvenuto nei momenti topici, il Movimento chiede il parere degli attivisti. Ma la novità è che lo fa a partita in corso, visto che il M5S ha già dato voto favorevole ai primi due articoli del ddl anticorruzione, la settimana scorsa. Un sostegno “per salvare il salvabile” come riassumeva un parlamentare. Il M5S aveva provato a migliorare la legge con i suoi emendamenti, come quello per il Daspo ai corrotti (vecchia promessa di Matteo Renzi) e l’introduzione dell’agente provocatore. Proposte abbattute dalla maggioranza. Ma gli articoli 1 e 2, con l’aumento delle pene per i corrotti e l’estensione della concussione agli incaricati di pubblico servizio, si erano guadagnati comunque i voti del M5S.

Il ddl però non piace a tanti parlamentari.

TRA QUESTI LUIGI DI MAIO, che a votazione in corso si era rivolto a Pietro Grasso: “Il presidente del Senato dovrebbe ritirare la firma dalla proposta di legge, devastata da un accordo tra partiti che cercano di salvarsi la pelle”. Un chiaro no al ddl. Sgradito, pare, alla maggioranza dei deputati. Mentre i senatori preferivano portare a casa un testo che contiene dei miglioramenti. La dicotomia Camera-Senato, l’ennesima delle ultime settimane, non è sfuggita ai vertici. E per evitare contrapposizioni Casaleggio e Grillo ieri mattina hanno ca- lato la decisione: si vota sul blog. Così la votazione in aula avrà la copertura degli iscritti.

Utile anche per evitare accuse di cedimento al Pd, soprattutto alla luce della frattura dentro ai Democratici, che in Senato, con numeri stretti per la maggioranza, potrebbe tradursi in tonfi sull’anticorruzione (sono previsti voti segreti). Ieri sera, lunga riunione tra senatori e Direttorio a Palazzo Madama, con qualche cenno anche al caso Landini. Sul dialogo con il leader Fiom nel M5S esistono posizioni nettamente diverse.

Il più ostile è ancora Di Maio, duro ieri su Repubblica: “Landini non ha voti in Parlamento ed è un nostalgico della falce e martello”. La pensa diversamente il senatore Nicola Morra: “Landini? Non ci possiamo sottrarre al confronto, sulla lotta al Jobs act possiamo sederci al tavolo. Poi starà a lui dimostrare se è quello che protestava contro le manganellate di Alfano o quello che sorrideva a palazzo Chigi”.

Oggi pomeriggio il ddl Grasso torna in aula. Una delegazione dei 5 Stelle farà visita al procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, “per consegnargli materiale sugli scandali che coinvolgono politica e cooperative”.