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Quanto guadagnano i leader europei? Basta andarsi a guardare gli stipendi dei membri del Consiglio Europeo, dove tutti gli uomini al comando degli stati membri si ritrovano per decidere, ad esempio, i destini della Grecia, ma anche i nostri.

C’è molto variabilità, che dipende dai costi della politica applicati da ogni stato, dal suo peso nello scacchiere dell’economia eccetera. Ma se pensate di trovare Renzi in cima all’elenco dei leader più costosi vi sbagliate. Con i suoi 115.000 € all’anno si colloca circa a metà, in una classifica che va dal più economico Laimdota Straujuma, il lettone che costa alla sua collettività solo 25.285€, al lussemburghese Xavier Bettel, che invece ogni 12 mesi si porta a casa almeno 288.000 €, passando per i 250.000 € della Merkel.

Eppure, per quanto i capi di governo vengano ricompensati con cifre più che consistenti, i salari dei burocrati europei (che parlano di austerity e predicano agli altri di stringere i cordoni delle borse) sono ancora più alti. Donald Tusk, il presidente del Consiglio Europeo, si becca 298.495 € all’anno, mentre Jean-Claude Juncker, il presidente della Commissione Europea, arriva a 317.496€! Ma vogliamo parlare dell’icona dell’euroburocrate non eletto, il simbolo dell’Europa antidemocratica ed elitaria? Bene, Hermann Van Rompuy prende 321.238 € l’anno (26.770 euro al mese), un poveraccio rispetto ai 370.000 € di Mario Draghi, presidente della BCE. E anche Martin Schulz, il presidente del Parlamento Europeo, con i suoi 24.000 € netti al mese, tra stipendi base, indennità e rimborsi, direi che non può lamentarsi (e li usa anche per farsi campagna elettorale).

Non male, per essere gente che fa la morale sugli sprechi. Ma ce n’è per tutti. Gli stipendi del Parlamento Europeo, ad esempio, ammontano da soli a circa 617 milioni di euro, spalmati sui circa 6.000 funzionari. Un budget, quello delle istituzioni europee, che nel 2013 ci è costato in media 283€ a testa.

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Tra tutte le istituzioni nel loro complesso, la Commissione Europea è sola al comando, con 3,275 miliardi di €, seguita a ruota dal miliardo e quasi ottocento milioni del Parlamento Europeo, dai 602,8 milioni di € della struttura guidata dalla Mogherini (European External Action Service) e dai 541,79 milioni di € del Consiglio Europeo, quelli che organizzano gli “Eurogruppi” in cui cazziano la Grecia.

E una parte di questi soldi spariscono nel buco nero delle truffe (qui qualche esempio di creatività di alcuni europarlamentari), il cui impatto secondo la Commissione Europea non dovrebbe superare lo 0,2% del budget complessivo.

Forse bisognerebbe iniziare a pretendere un po’ di austerity anche a Bruxelles. Guadagnare di più, in relazione alle responsabilità che un incarico porta con sé, va bene, ma giustificare 300.000€ quando mezza Europa muore di fame diventa complicato.