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A dare la mazzata finale a Matteo Renzi, per ultima ci ha pensato l’Inps.

Il verdetto: quanti posti di lavoro ha prodotto finora il Jobs act? Solo 13 in tutto il Paese, una variazione statistica dello 0 per cento.

Nelle stesse ore a Palazzo Chigi il ministro del Lavoro Giuliano Poletti annunciava: “Nei primi due mesi dell’anno ci sono 79 mila nuovi contratti a tempo indeterminato rispetto al primo bimestre 2014”, poco prima preceduto dal tweet di Matteo Renzi: “L’Italia riparte”.

Il dato riferiva solo le “attivazioni”, ma non le “cessazioni”.

Pochi giorni e la truffa del governo viene smascherata: considerate le seconde, le prime sono 45.703 (34 mila in meno).

Poi è la volta dell’Istat: a febbraio ci sono stati 44 mila occupati in meno e 23 mila disoccupati in più, con la disoccupazione che sale al 12,7 per cento, +0,2 rispetto a febbraio 2014. La disoccupazione giovanile invece arriva al 42,5%.