(***) – Washington, 15 apr. – Dagli Stati Uniti giunge la
notizia della scoperta della possibile causa principale
dell’Alzheimer, dando nuove speranze ai tanti malati nel mondo.
In test – condotti finora solo su cavie da laboratorio – si e’
visto che un tipo di cellule del sistema immunitario del
cervello, le microglia, quando iniziano a consumare dosi
abnormi di un nutriente, l’arginina (un aminoacido), iniziano a
dividersi e cambiare contemporaneamente all’apparire
dell’Alzheimer. I ricercatori statunitensi della Duke
University hanno scoperto che bloccando questo processo con la
somministrazione nei topi di un noto ‘inibitore enzimatico’
(molecola in grado di diminuire l’attivita’ di un enzima), la
‘difluorometilornitina’ (Dfmo), si riduce il consumo di
arginina, da parte delle microglia e si riduce sia il numero di
queste cellule che delle cosiddette ‘placche amiloidi’. Sono
queste ultime (insieme al malfunzionamento delle proteine Tau)
che, depositandosi tra i neuroni (le cellule del cervello), ne
alterano, rallentandolo, il funzionamento causando la demenza
tipica dell’Alzheimer. “Se (sara’ accertato anche negli uomini)
che il consumo di arginina gioca un ruolo cosi’ importante nel
processo degenerativo, forse potremmo bloccarlo ed invertire il
corso della malattia”, ha spiegato Carol Colton, professore di
Neurologia alla Duke University School of Medicine, uno degli
autori dello studio pubblicato sul Journal of Neuroscience.
Ricerca che sempre secondo Colton “apre le porte ad un modo
completamente diverso di pensare l’Alzheimer, in grado di farci
superare il punto morto in cui ci trovavamo nella lotta contro”
la malattia.
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