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Matteo Renzi

Renzi ha regalato 80 euro al mese prima delle elezioni europee e ora se li riprende tutti insieme dal portafoglio di un milione e mezzo di italiani. Un salasso da mille euro in un colpo solo ai danni dei più poveri che hanno ricevuto il bonus come dimostrano i dati. Una cinica fregatura a scopo elettorale che il MoVimento 5 Stelle aveva denunciato fin dall’inizio.
I dati del dipartimento delle Finanze segnalano che 1,4 milioni di italiani beneficiari del bonus sono stati costretti a restituire tutto per il periodo d’imposta 2015 (1 su 8, il 12,5%). Tra questi, 341 mila hanno un reddito annuo inferiore ai 7.500 euro.
La restituzione del bonus non è rateale, ma tutta in una volta e con effetti restrittivi sui consumi e l’economia. Se il bonus è stato erogato mensilmente a piccole dosi, la restituzione in un’unica soluzione ha comportato invece un esborso immediato che può arrivare vicino ai 1000 euro e costringere padri e madri di famiglia a stringere i cordoni della borsa, a rinunciare a una visita medica o a saltare un pasto nutriente. In alcuni casi la restituzione degli 80 euro non è dovuta ad un errore del datore di lavoro (che deve richiedere il bonus per i dipendenti) ma dell’Agenzia delle Entrate nel 730 precompilato.
Il bonus di 80 euro, come ha sempre denunciato il M5S, è stato costruito malissimo, escludendo le fasce più povere (sotto gli 8.000 euro annui) e gran parte del ceto medio (sopra i 26.000 euro annui). Il contributo sui consumi è stato nullo, come testimoniato dall’Istat, perché gli italiani hanno preferito risparmiare gli 80 euro per tutelarsi dai tagli del Governo ai servizi pubblici e alla spesa sociale. Un fallimento totale.