Ecco a voi belli in evidenza quei “giornalisti” che al contrario di fare il proprio lavoro (informare), confezionano bufale a scapito dei 5 Stelle. Abbiamo volutamente deciso di appellare questa schiera di professionisti della bufala, col nome di “Squadrone della morte”, perchè oggettivamente è questo che fanno: Uccidere la verità.

1°: Gad Lerner (Huffington Post). Il comico italiano che si affianca all’istrione britannico, lo ha fatto cercando accuratamente lo scandalo, il colpo di scena. La propaganda di Nigel Farage contro gli immigrati e i musulmani, le sue uscite volgari contro i gay e contro la parità femminile, vengono minimizzate da Grillo quando sul blog deve rintuzzare le critiche. Ma in realtà egli spera di giovarsene. […] Per questo dal referendum pilotato ieri sul blog sono stati anticipatamente esclusi i Verdi come possibile approdo grillino. […] Se il Pd di Matteo Renzi occupa saldamente lo spazio riformista dell’innovazione politica, è da destra che Grillo ritiene di controbatterlo. Optando con il reazionario Farage per l’ideologia dei popoli ribelli all’Unione, non da riformare ma da mandare a gambe per aria. Un’alleanza spaccatutto, nelle intenzioni di chi la battezza sperando che l’architettura dell’Ue non regga questo passaggio difficile. Il referendum online è stato una caricatura imbarazzante della cosiddetta democrazia della rete. […] Nessuno infatti obbligava i grillini a apparentarsi nel Parlamento europeo.” Gad Lerner

2°: Vittorio Zucconi (Repubblica). Pubblica su Facebook una foto di un vistoso cumulo di rifiuti accatastati all’angolo di una strada, accompagnandola con la didascalia: “Intanto, nella Roma dove il vento è cambiato…”. Un attacco frontale alla neo-sindaca Virginia Raggi, rivelatosi però un colossale boomerang. Lo scatto, infatti, non solo risale ad alcuni anni fa, ma non ritrae nemmeno una via di Roma, bensì di Napoli.

3° Francesco Merlo (Repubblica). Meglio i diavoli o i minchioni? C’è anche l’elogio babbione del terrorismo dell’Isis dentro ai lunghi e scombiccherati manifesti di politica estera di Alessandro Di Battista, il Kissinger di Beppe Grillo, ispirato alle e-patacche del Web, università Casaleggio Associati. […] Di Battista che è, nientemeno, il vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, ritrova nel messianesimo squinternato di Casaleggio il brodo della destra antiamericana contro le multinazionali e contro l’Occidente dentro al quale era cresciuto grazie al papà ultramissino […] La verità è che si tratta di un insaccato misto del cattivo umore e dell’irresponsabilità del web, dove c’è ovviamente la Cia, perché non c’è bomba e non c’è delitto e non c’è dittatore che Di Battista non attribuisca alla k di Amerika […] Sempre in giro in Patagonia, Cile, Bolivia, Amazzonia, Ecuador, Colombia, Perù e Nicaragua… è stato “cooperante in Guatemala” e nessuno sa cosa significa ma ha un bel suono da grillino planetario, ovviamente in autostop, ben al di là del famoso “giro e vedo gente” di Nanni Moretti. Ancora più denso di umanità grillina è l’autoqualifica di “specialista di microcredito in Congo”. Ma ecco il più misterioso e dunque affascinante lavoro di Di Battista: “Ho curato progetti di sviluppo nei Paesi australi”. […] Insomma è un picchiatello il grillino al quale ora piace il Califfato e vorrebbe “trattare con i tagliagole, elevarli a interlocutori” perché il terrorista “non è un soggetto disumano con il quale non si può parlare…”. Ecco: con la mafia no, con Berlusconi mai, ma con l’Isis Di Battista offre lo streaming…” Francesco Merlo

4° Fabrizio Rondolino (L’Unità). Rondolino ha affermato che le votazioni sul blog di Grillo per la scelta del candidato alla Presidenza della Repubblica sono “una buffonata“. Rondolino ha poi aggiunto che il voto sul blog non sarebbe certificato, cosa falsa, e che si tratterebbe di “una pagliacciata“. Il Movimento 5 Stelle, sentendosi diffamato, ha deciso di presentare querela L’annuncio di Luigi Di Maio su Facebook: Fabrizio Rondolino all’ Aria che tira su la7 ha parlato di brogli da parte di Casaleggio per quel che riguarda le votazioni online sul blog. Ovviamente l ‘affermazione è totalmente priva di fondamento e diffamatoria e si procederà con querela.

5° Marta Serafini (Corriere della Sera). “Il Corriere nel pezzo a firma di Marta Serafini scrive: “Incontro Pd-M5S, c’è Renzi Il premier boccia il Democratellum“. Non è vero. Non c’è stata nessuna bocciatura. Renzi si è detto interessato a trovare un punto d’incontro con il MoVimento 5 Stelle, e non ha bocciato il Democratellum. Il premier ha detto che la legge proposta dai 5 Stelle è “molto interessante, ma gravemente deficitaria per la governabilità“. Non è proprio la stessa cosa. Ma andiamo avanti. Il Corriere ha poi aggiunto nel sottotitolo dell’articolo: “Il segretario del Pd a Di Maio: “La vostra legge non garantisce governabilità”. Non c’è Grillo. E sul blog il leader del M5S: “Insulti alla Boschi? Si rivolga alla Polizia Postale”.” Come potete notare non vi è alcun riferimento alle parole di Luigi Di Maio o ai discorsi fatti da Toninelli. “La vostra legge non garantisce governabilità”, tuona la giornalista nel suo sottotitolo. Poi c’è chicca finale, ed è davvero incredibile: “Insulti alla Boschi? Si rivolga alla Polizia Postale”. Ma Grillo non ha mai detto una cosa simile. Dove l’ha pescata la giornalista? Leggiamo cosa ha scritto Grillo sul suo Blog: “sono a disposizione del ministro Boschi qualora volesse attivare la polizia postale per giungere alla loro identità e agire per vie legali in tutela della sua reputazione“. Vi sembra la stessa cosa? E’ davvero una vergogna.

6° Erasmo D’Angelis (L’Unità). Il direttore de l’Unità, giornale mantenuto dai contribuenti con 152 milioni di euro pubblici in 24 anni, Erasmo D’Angelis ha pubblicato in prima pagina nel sito del giornale piddino una colossale bufala su Virginia Raggi, candidata sindaco del MoVimento 5 Stelle a Roma. Smascherato, sbugiardato e sbertucciato da tutta la Rete, D’Angelis non ha chiesto scusa e al Corriere della Sera ha detto che non si tratta di bufala, ma di “giornalismo 2.0”. D’Angelis quindi non è un bufalaro, ma la “vergogna dell’informazione italiana 2.0”.

7° Fabrizio Roncone (Corriere della Sera).ROMA Eccola. Esame sommario: ha dormito poco. E male. Occhiaie profonde, il fard non copre il pallore. Quelli di RaiNews24, molto tosti. Il microfono piazzato sotto il naso. Lei, con il solito sguardo indecifrabile: «Sono tranquilla. Ho rispettato le procedure. Risponderò a tutte le domande che la Procura mi vorrà fare». Va via con quel suo passo risoluto, sicuro (che affinò nel corridoio dello studio legale Previti-Sammarco, quando andava a fare le fotocopie, e che ingannò poi Casaleggio padre, quando la scelse come candidata alla poltrona di sindaco). La strategia di Virginia Raggi, nel primo giorno da indagata per abuso d’ufficio e falso, è: dissimulare. Poi entra nel suo ufficio, posa la borsa sulla scrivania e dentro la borsa inizia a squillare il cellulare… Sul display: «Grillo». Pensa: okay, va bene, Beppe vorrà fare il punto della situazione. Risponde tranquilla.  Errore.  Il capo è furibondo….Questa serie di fesserie totalmente inventate, le ha scritte Fabrizio Roncone, giornalista del Corriere della Sera.

8° Alessandro Trocino (Corriere della Sera).Dalle parole ai fatti. Dopo mesi di campagne virulente contro la stampa, due attivisti «disoccupati» del Movimento 5 Stelle hanno deciso di chiedere conto ai cronisti delle «menzogne» e hanno fatto irruzione nella sede del Secolo XIX, a Genova. I due, visibilmente alterati, hanno chiesto di parlare con i cronisti che avevano scritto un articolo sull’immunità e si sono filmati mentre parlavano con il portiere (mandando il video ieri su Facebook): «Devono venire qui a dare spiegazioni. Mi devo calmare? Se tutti i giorni scrivono qualcosa di falso su di te, tu ti calmi? Voi giornalisti sarete i primi a pagare…». Poi la citazione del «signor Ilario Lombardo, noto diffamatore». Superato ogni limite possibile con la bufala pubblicata dal Corriere della sera.

9° Tommaso Ciriaco (Repubblica). “Oggi cosa mi invento? – è il ragionamento di Tommaso Ciriaco, articolista del giornale – Potrei inventarmi di sana pianta un qualche virgolettato inesistente su delle assurde ipotesi alleanze di governo.” Il “giornalista” pensa proprio alla destra di Salvini e Meloni, che tanto ci cascheranno come delle pere e gli permetteranno di scrivere un altro articolo, e se ne frega se il MoVimento ha sempre detto e dimostrato che non fa alleanze con nessuno. “Ma sì: Ciriaco può pure scrivere tutte le balle che vuole sui 5 Stelle – è l’analisi che il direttore Calabresi ripete in privato – Una bufala più è grossa meglio è, ormai ne pubblichiamo una al giorno.” l’ultima intervista al giornale francese di Grillo– viene completamente stravolta nel senso e nel significato. E’ un lavoro di fino, forse pagato troppo poco. A Ciriaco va bene così. Da pragmatico, il giornalista si dedica alla rincorsa di un posto migliore nella redazione: “E’ meglio continuare a dire balle e mantenere il posto e magari far carriera – è la sua linea – piuttosto che iniziare a dire la verità e dovermi cercare un nuovo lavoro.” Tra i giornalisti di Repubblica, nessuno la pensa diversamente: “Siamo un giornale che non dice la verità

10° Nando Pagnoncelli (Corriere della Sera). “[…] la nuova proposta di legge viene giudicata positivamente dal 60% degli intervistati (di questi, 19% ne dà un giudizio molto positivo) mentre poco più di un terzo si esprime negativamente. […] La nuova legge elettorale assume un significato altamente simbolico non solo per il neosegretario del Pd che, al suo esordio nello scenario politico nazionale, può accreditare l’immagine del leader concreto e di successo ma anche per l’opinione pubblica. […] Indipendentemente dai contenuti della possibile nuova legge elettorale e nonostante il disagio nel districarsi nelle materie costituzionali gli elettori sembrano considerare l’Italicum come un segnale di cambiamento e vogliono ancora sperare in un tratto che caratterizza il nostro Paese: la resilienza, la capacità di superare le avversità. ” Nando Pagnoncelli . I dati del sondaggio spacciato per verità dal Corriere della Sera risultano da 1.000 interviste su 12.312 contatti.

11° Maria Novella Oppo (L’Unità). Vito Crimi dal suo profilo facebook commenta il vergognoso articolo scritto da Maria Novella Oppo su l’Unità.

Era il 15 maggio 2013, quando la giornalista de ‘L’Unità’ mi dedicò un articolo che definire ributtante sarebbe un eufemismo. La menzogna si palesava già nel titolo: «Crimi dice: donne e poveri via dal parlamento». La ragione? «Risparmiare i soldi delle diarie», evitando alle madri di rendicontarne in eccesso per sfamare i propri piccoli e ai poveri per ritrovare un po’ di sicurezza. Incredibile. Incredibile. Come incredibili erano le fonti alle quali si riferiva l’autrice: «ampi virgolettati». Ad oggi non sono ancora riuscito a trovare questi ampi virgolettati. Nessuna agenzia, nessun articolo di giornale in merito. Niente. Il perché è ovvio: non ho mai detto simili cazzate, né le ho mai pensate. Mai. Anzi, quando proprio in quei giorni si discuteva di diarie e rendicontazioni, mi dissi disponibile a decurtarmi parte dello stipendio per sostenere chi ne avesse avuto bisogno. Puff. Ecco servito il rovesciamento della realtà.

Ebbene, non vi nascondo che ero fortemente tentato dal denunciare Oppo per diffamazione. Mi convinsero a trattenermi, per non infierire e abusare di una posizione privilegiata – due mesi prima ero stato eletto capogruppo al Senato per il Movimento 5 Stelle, e in quei giorni iniziavo l’ultimo mese della mia presidenza – dalla quale avrei potuto trarre maggior forza. Ma non l’avrei fatto comunque. Non ho mai querelato nessuno in vita mia. Mi sono sempre assunto la responsabilità delle mie scelte, e ho sempre pensato che il tempo e la ragione dei fatti – non delle opinioni – prima o poi rendono giustizia.