Partiamo dal principio, dall’attacco subito da Claudio Messora (Blogger indipendente su Byoblu.com) da parte di Google. Nel nostro articolo del 28 Gennaio riportavamo questa notizia:Google passa ai fatti togliendo “irrevocabilmente” (così scrive Google) la monetizzazione al Blog (Byoblu.com) di Claudio Messora. Una vera e propria intimidazione in stile mafioso, sapendo quanto siano scarse le risorse su cui un blogger indipendente possa contare. Il ragionamento di Google è semplice e malavitoso: Ti tolgo i soldi e vediamo se continui a scrivere!” .

Luca Sofri direttore de “Il Post”, scrive su questo un articolo abbastanza denigratorio nei confronti del blogger:Claudio Messora è un blogger italiano diventato famoso grazie a Byoblu, un sito e canale YouTube (con oltre 100mila iscritti) «di politica e attualità italiana», dai toni e argomenti spesso complottisti. Lui stesso si fa chiamare con questo soprannome sui suoi canali social. In passato Messora è stato anche consulente per la comunicazione del Movimento 5 Stelle (poi licenziato e querelato da Gianroberto Casaleggio). Oggi Messora ha pubblicato su YouTube un video in cui lamenta di aver subito un «attacco all’informazione libera e indipendente» e «gli effetti della campagna contro le cosiddette “fake news” (ma in realtà con l’obiettivo di colpire l’informazione libera e indipendente), orchestrata da Hillary Clinton, dal Parlamento Europeo, da Laura Boldrini, da Angela Merkel e da tutti quelli che hanno paura che l’informazione libera possa scalzare i loro privilegi e la loro posizione di forza». Messora dice di segnarsi questa data, 27 gennaio 2017, perché quello che gli è successo sarebbe molto grave.” Insomma, decisamente in accordo con la politica di Google.

Segue articolo di Claudio Messora in risposta a Luca Sofri:

Un articolo flash dai toni denigratori pubblicato su Il Post definisce “complottista” questo blog. A riprova, cita un’intervista che Giulietto Chiesa mi ha fatto sul MES (il fondo salva-stati) e sull’Output Gap (scambiandola per un’intervista che io ho fatto a lui… ma va beh), che contiene solo ed esclusivamente riferimenti documentati e documentabili (come sempre, del resto): “La trappola invisibile dell’Output Gap (The Output Gap Trap)“. L’intervista viene definita “oscura e bizzarra”. Oscuro e bizzarro è l’autore del “post” del “Post”, che non è neppure indicato e si trincera dietro l’anonimato…” Ovviamente, non si può commentare sotto al “post” del “Post” per esprimere disappunto.  Poco male: qui ci sono i loro contatti: http://www.ilpost.it/chi-siamo/”.
Per correttezza d’informazione e per chi non lo conoscesse, Luca Sofri è figlio di Adriano Sofri, quest’ultimo tristemente noto alle cronache come mandante per l’omicidio dell’ispettore di polizia Calabresi. Il video che segue mette in evidenza questo aspetto:


Sofri omicidio Calabresi di infoindipendente

Ve la ricordate invece l’intervista della moglie di Luca Sofri tale Daria Bignardi ad Alessandro Di Battista? Eccola nel video qui sotto:


Bignardi Fascismo Di Battista di infoindipendente

Poco dopo Daria Bignardi venne nominata in RAI (dal governo Renzi):

La neo direttrice Daria Bignardi, avrebbe deciso di sospendere il programma Report. Stesso discorso per Riccardo Iacona che come la Gabanelli, il conduttore di Presa Diretta viene considerato un «problema» e non una risorsa, dato che le sue inchieste tendono ad andare in direzione contraria rispetto alla narrazione del premier Matteo Renzi.IL RESTO è storia: La Gabanelli decide di abbandonare il programma Report. Il vizio dei Sofri di non amare l’informazione libera sembra essere di famiglia.

E non finisce qui, pensate che il governo voleva incaricare pure il padre di Luca Sofri, come consulente delle carceri (un esperto ovviamente):

Si e’ sollevato un piccolo chiasso attorno alla mia “nomina” da parte del ministro della Giustizia come “esperto” di carcere. Il mio contributo si era limitato a una conversazione telefonica con un autorevole giurista, e all’adesione a una eventuale riunione futura. Alla quale invece non andro’, scusandomene coi promotori, perche’ ne ho abbastanza delle fesserie in genere e delle fesserie promozionali in particolare”. Lo scrive Adriano Sofri in un editoriale sul Foglio in merito alle polemiche su una sua partecipazione agli stati generali per la riforma delle carceri. Sofri, infatti, era uno tra gli esperti chiamati dal ministero della Giustizia per gli Stati generali delle carceri.

Contro la decisione si era schierato in mattinata Mario Calabresi, direttore de La Stampa e figlio di Luigi, il commissario ucciso nel 1972, l’omicidio per il quale Sofri e’ stato condannato a 22 anni e scarcerato nel gennaio del 2012 per decorrenza della pena. “Sentire pareri diversi e’ sempre giusto ma non comprendo la scelta di far sedere Sofri al tavolo della riforma. Spero che Orlando lo spieghi”, scrive Calabresi su twitter Mario.

Qui sotto invece Luca Sofri chiama “capo” al termine della trasmissione “le invasioni barbariche” Matteo Renzi.


stefanosofrilecchino di infoindipendente

Caro Luca Sofri, l’informazione libera è una brutta bestia, lo sappiamo, come sappiamo che di solito chi non la ama, è perchè ha interesse a far si che la verità rimanga nascosta. Godere di fronte all’attacco frontale di di un colosso come Google verso un Blogger che incassa in media 10/15 euro a settimana attraverso il circuito pubblicitario Adsense, è un errore grave a scapito di tutti.