Di Movimento 5 Stelle Toscana

Ci hanno bocciato in Prima commissione la proposta M5S di riduzione dei vitalizi.

Prima ci sfidano in aula, approvando una mozione che impegnava il nostro gruppo ad elaborare una proposta per tagliare i vitalizi. Poi, quando troviamo il sistema legittimo e legale per farlo senza incorrere in contenziosi, ci bocciano la proposta.

Questo è il Partito Democratico, talmente indecoroso da arrivare oggi, per bocca del capogruppo Marras, a definire il “dovere” di garantire il vitalizio ai “politici di professione degli anni passati”. Per noi il dovere è far uscire dalla povertà 155mila famiglie toscane, altro che garantire un privilegio a Rossi & Co. Ci chiediamo se nell’accordo col Presidente c’era anche questo, visto che tra i politici di professione goditori di vitalizio c’è proprio Enrico Rossi.

Ci eravamo appoggiati sulla legge regionale n.3/2009 che consentiva di ridurre il vitalizio per emergenze sociali. Oggi abbiamo casi limite come Pietro Ralli, consigliere dal 1980 al 1990, che prende 4700 euro al mese. Togliergli almeno il 20% rientra nella ragionevolezza richiesta dalla Corte Costituzionale e infatti non eccepita dagli uffici legislativi del Consiglio. La Corte Costituzionale chiede infatti che la misura sia temporanea ma non specifica di quanto. Per questo partiremmo subito col taglio previsto per poi chiederne il rinnovo sul 2018.

Visto lo stop PD riprenderemo la nostra campagna dal basso per alzare la posta: vogliamo la fine immediata della spesa per vitalizi regionali e la possiamo ottenere solo costringendo chi ne può godere al ritiro dei contributi versati. Chiediamo ai cittadini di aiutarci aderendo alla nostra iniziativa con mail indirizzate ai fruitori. Se rinunciassero, ritirando il versato, la Regione renderebbe 7 milioni una volta sola e chiuderebbe un rubinetto capace di costarci 200 milioni in cinquant’anni.