Nelle intercettazioni in mano alla procura sui tre carabinieri, c’è chi insulta Roberto Mandolini (il vice comandante della stazione Tor Sapienza) “ha fatto nu sburdell… se si faceva i cazzi suoi era tutto finito“, c’è chi sottolinea la necessità di trovare un buon avvocato, ci sono le ipotesi su chi finirà nel registro degli indagati, c’è anche l’idea di andare a fare rapine agli orafi nel caso l’Arma decidesse di buttarli fuori. Raffaele D’Alessandro in un intercettazione con la ex.: “Lo hai raccontato tu della perquisizione, hai raccontato di quanto vi eravate divertiti a picchiare quel drogato di merda. Ma lo sai a quante persone lo hai raccontato? Sei tu che lo raccontavi..”.

Oggi i tre carabinieri accusati per la morte di Stefano Cucchi sono stati sospesi dal servizio, con lo stipendio dimezzato. La decisione è stata presa dal comando generale dell’Arma, che ha ritenuto «doveroso» prendere questa misura «precauzionale» in considerazione della «gravità dei reati contestati» e delle «circostanze dei fatti indicati nei provvedimenti della magistratura». Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, entrambi con il grado di carabiniere scelto, e il vice-brigadiere Francesco Tedesco sono imputati di omicidio preterintenzionale dopo la richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Roma, firmata dal capo dell’ufficio Giuseppe Pignatone e dal sostituto Giovanni Musarò. Per Tedesco, visto il grado superiore rispetto agli altri due, il provvedimento è stato preso dal ministero della Difesa su proposta del Comando generale.

Francesco Tedesco