LA PHILIP MORRIS DONO’ 100 MILA EURO ALLA FONDAZIONE “OPEN” DI MATTEO RENZI: A inizio luglio 2014 la British American Tobacco (Bat) versa alle casse della Open 100mila euro; poche settimane prima il premier aveva incontrato il ceo della società e a fine luglio ottiene un corposo sconto sugli aumenti delle accise...”

MATTEO RENZI INAUGURA LA NUOVA SEDE PHILIP MORRIS A BOLOGNA

OGGI IL GOVERNO:

Questo decreto dovrebbe ridisegnare i rapporti di forza tra i produttori che, in questi anni, si sono dati molto da fare per avere buoni rapporti con il governo e tutto il mondo renziano. LA MULTINAZIONALE più attenta all’intervento ministeriale sui prezzi è Philip Morris Italia che confida di recuperare le quote di mercato che ha perso. Philip Morris ha un rapporto speciale con il renzismo che sembra sopravvivere a Matteo Renzi: era riuscita a far celebrare al premier i lavori per un nuovo stabilimento a Bologna (anche se i nuovi assunti promessi si sono visti solo in piccola parte) e vanta in consiglio di amministrazione Sergio Marchionne, ad di Fiat Chrysler tra i più convinti sostenitori di Renzi.

Nella bozza di decreto è previsto un aumento del peso fiscale basso sui marchi più costosi e molto pesante su quelli economici.

LA ZAVORRA FISCALE colpisce in proporzione di più i marchi a prezzo ridotto, a tutto vantaggio dei marchi premium, come Philip Morris. Secondo lo studio Ambrosetti. Sul provvedimento sta lavorando il sottosegretario al Tesoro Paola De Micheli (Pd) per intenderci quella che fu condannata alla cooperativa Agridoro di Piacenza per aver immesso in circolazione alimentari nocivi per la salute pubblica. O la stessa che permise di far passare grazie alla sua assenza in aula il decreto sullo scudo fiscale voluto dal governo Berlusconi. Nulla è ancora deciso”. Fa sapere la De Micheli.


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