Roberto Fico

L’importante è essere chiari sulla strada da seguire, e coerenti. Dobbiamo essere un Movimento, tutti, senza individualismi. Continuando così andremo molto lontano”. Roberto Fico, deputato e coscienza critica del M5S, nonché presidente della commissione di Vigilanza Rai, risponde da Napoli, la sua città.

Su giornali e tv rimbalza ancora il caso Genova, con Beppe Grillo e Alessandro Di Battista indagati per diffamazione. Ma Fico ostenta serenità. Gira voce che dopo Genova temiate un assedio giudiziario... (Sorride, ndr) Assolutamente no. È stata presentata una denuncia per diffamazione, e Grillo e Di Battista sono stati indagati, d’ufficio. Siamo tranquillissimi, anche dal punto di vista legale.

Di certo Grillo, rimuovendo la vincitrice delle Comunarie Marika Cassimatis, ha confermato che lui è il capo. Non è così. Noi abbiamo un garante, Grillo, che è molto diverso dall’essere un capo. Beppe è una persona che non si candida, che non cerca cariche: una figura terza, che fa rispettare le regole. E figure così non esistono nei partiti. Terzo o no, ha deciso lui. Chi si era candidato aveva firmato un codice dove c’era scritto chiaramente che il garante avrebbe potuto intervenire fino all’ultimo. E Grillo ha ritenuto che qualcosa non avesse funzionato, tutto qui. Ci sono problemi anche in altre città, con i vostri gruppi locali in guerra tra loro?

A mio avviso il modello sta funzionando. Le nostre liste si formano dal basso, in modo del tutto autonomo. La parola finale è sempre dei vertici. Noi non gestiamo le liste, gestiamo solo le certificazioni, ossia il rispetto di determinati requisiti nel formarle.

I meet up ribollono e sono assaltati da opportunisti. Un anno e mezzo fa Grillo affidò a lei e ad Alessandro Di Battista il compito di riordinarli. A che punto siete? Il valore principale deve essere sempre il libero aggregarsi. Però i meet up hanno bisogno di ritrovare una strada che vada al di là della presentazione delle liste e delle candidature. Devono costruire realtà sui territori, diffondere valori, e fare pressione sulla politica locale. Questo è il loro ruolo. Quindi? Presto lanceremo sulla nostra piattaforma web Rousseau una sezione apposita per i meet up. E conterrà alcune novità. Ne anticipi una. Saremo più specifici sulle attività territoriali.

Siete gli amici di Putin?

In settimana sporgeremo querela nei confronti di Andrea Romano del Pd, il quale ha superato ogni limite dicendo che prendiamo finanziamenti dalla Russia. Lo dimostri. Resta il fatto che siete filorussi. Di Battista e Manlio Di Stefano sono anche stati in visita a Mosca. Non siamo filorussi, abbiamo visitato tantissimi Paesi. E comunque abbiamo sempre detto che siamo contro le sanzioni alla Russia perché danneggiano i nostri imprenditori. Raccontano che Washington sia preoccupata per i vostri rapporti con Mosca. Non credo proprio, anche perché noi siamo chiari su tutte le nostre tematiche. Se il Pd e Marine Le Pen vogliono privatizzare l’acqua, noi siamo contrari. E se Donald Trump vuole alzare un muro sulla frontiera, noi non siamo d’accordo.