Non lo dice Chiara Appendino che quei 60 milioni spettano a Torino, ma due sentenze, una del Tar e l’altra del Consiglio di Stato“. La sindaca di Torino, Chiara Appendino, replica così al sottosegretario Maria Elena Boschi, il cui rifiuto scatena la reazione di tutte le istituzioni culturali torinesi che appoggiano la richiesta della prima cittadina. “Il Governo dovrebbe avere con le amministrazioni locali un rapporto istituzionale e non legato all’appartenenza politica, cosa che dalle dichiarazioni di Boschi mi sembra che non avvenga per Torino – aggiunge la prima cittadina -. Faccio appello affinché tutta Torino si unisca a noi in questa battaglia che è una battaglia per la nostra comunità e per tutti i torinesi”.

Gli esiti delle due sentenze dei giudici amministrativi certificano la correttezza dei calcoli effettuati dai nostri uffici – prosegue la Appendino -. Per questa ragione abbiamo deciso di rimettere la questione al Consiglio di Stato con un ricorso di ottemperanza che sarà notificato nei prossimi giorni ai ministeri. Come sono state trovate soluzioni transattive per altri comuni come Lecce, tramite l’inserimento di un emendamento specifico nella finanziaria, ci saremmo aspettati lo stesso trattamento per Torino. Chiediamo niente di più e niente di meno di ciò che ci è dovuto”.

Sulla vicenda interviene anche l’ex sindaco Piero Fassino: “”Che la città di Torino abbia il diritto di veder restituite somme indebitamente trattenute dallo Stato lo hanno stabilito due sentenze del Tar e del Consiglio di Stato; non avendo tuttavia quelle sentenze definito l’ammontare, la modalità di restituzione non potrà che derivare da un confronto tra l’amministrazione comunale e il Governo, così come già avvenuto per altre città, tra cui Lecce”.