(nella foto di copertina Jimmie Åkesson del «Sverige Demokraterna» che sta diventando il primo partito svedese. )

La correlazione tra società multietnica e terrorismo islamico è diretta: i Soldiers of Odin sono nati in Finlandia nell’ottobre 2015 e si sono velocemente propagati in Nordamerica, Australia e soprattutto Scandinavia.  Il movimento  chiede di tornare alla «Svezia di un tempo». Il loro capo Mikael Johansson organizza ronde nei quartieri stranieri dove i pochi residenti svedesi, rimasti in minoranza subiscono l’illegalità che oramai è all’ordine del giorno.

Non la pensano in modo diverso i militanti del «Sverige Demokraterna» che sta diventando il primo partito svedese. Per Jimmie Åkesson l’obiettivo è uscire dall’Unione europea con il motto «sicurezza e tradizione».

Il tentativo di integrazione con culture anti occidentali sta fallendo nel 90 per cento dei casi per la semplice ragione dovuta al fatto che l’Islam non ha mai pensato per un istante all’idea di volersi integrare con coloro che considera “infedeli”. Il dictat dell’establishment ha comunque imposto l’accoglienza, favorendo la nascita di movimenti ultra nazionalisti che oggi chiedono la restituzione della propria identità.

Come la maggioranza delle nazioni europee anche la super-democratica Svezia conferma come l’integrazione non possa prescindere dal “pre-requisito” della volontà. Non c’è niente di più pericoloso che imporre un integrazione tra popoli che non lo desiderano. Il risultato è la polveriera europea che da un momento all’altro rischia di esplodere.