RenziAlitalia di infoindipendente

“Nel giro di qualche anno i livelli occupazionali torneranno quelli che erano prima”. L’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi non aveva dubbi su Alitalia: sarebbe tornata ai vecchi fasti.

Due anni fa Matteo Renzi vedeva un futuro più che roseo per la compagnia aerea italiana. Alla presentazione della nuova livrea a Fiumicino il 4 giugno 2015, Renzi non volle mancare: il nuovo marchio, il nuovo partner, la nuova narrazione tutta improntata all’ottimismo facevano ben sperare che i guasti del passato non si sarebbero ripetuti nel futuro, soprattutto in quello prossimo: “Allacciatevi le cinture, perché stiamo decollando davvero, piaccia o non piaccia a chi passa il tempo a lamentarsi. Stiamo rimettendo il Paese a correre come deve correre”.

Renzi si cimentò anche in una delle sue supercazzole: “Il decollo di Alitalia è il decollo dell’Italia, il decollo dell’Italia è il decollo di Alitalia – disse ai dipendenti dell’azienda – Se decolla Alitalia, viva l’Italia. Dovete tornare a crederci e impegnarvi perché è finito il tempo in cui, anche in questo settore, bastava lamentarsi e ci dicevano che ormai l’occasione l’avevamo perduta. Fuori continueranno a dirci che è il tempo del piano e del rimpianto. Io dico che lavorando duro l’Italia riprende il volo. Buon lavoro, buon volo, buona strada”.

Come è andata a finire, è storia di queste ore.

Di Claudio Paudice