È sorprendente e inspiegabile che RSF dia simili giudizi sulla libertà di stampa in Italia e lo faccia citando dati di fatto errati: attribuendo all’Italia le assoluzioni per il caso Vatileaks 2, dicendo che i giornalisti sotto scorta sono sei e non almeno tre volte di più (come hanno ricordato subito quattro di loro), dando per approvata una norma bavaglio che per fortuna invece è stata cestinata.

I limiti di veridicità che hanno tutte le rilevazioni che sostituiscono i dati di fatto con le opinioni su ciò che avviene: di solito in questo modo non si riesce a rappresentare un fenomeno ma la percezione soggettiva di quel fenomeno, che è un dato utile ma non descrive la realtà effettiva. Volerlo assimilare alla realtà può produrre rappresentazioni imperfette, approssimative e spesso del tutto erronee.

Ma veniamo all’ultimo Rapporto sull’Italia. RSF segnala un vistosissimo miglioramento della libertà di stampa avvenuto nel corso dell’ultimo anno e lo motiva con una esposizione di fatti che contiene vistosi errori.

Ad esempio Reporters Sans Frontieres attribuisce all’Italia e non alla Città del Vaticano, che è un’entità statale autonoma, il merito di avere assolto i giornalisti Emiliano Fittipaldi e Ganluigi Nuzzi processati e prosciolti per il caso Watileaks. Dice che i giornalisti sotto scorta sono sei e non almeno tre volte di più.

Dice genericamente che ci sono dei giornalisti minacciati e indica come unico fatto allarmante il fatto che alcuni giornalisti siano stati denigrati da Beppe Grillo e dal Movimento Cinque Stelle, ma non fa alcun cenno ai 412 giornalisti minacciati, intimiditi, aggrediti, querelati pretestuosamente. Né fa cenno al fatto che ben 5125 querele infondate per diffamazione siano state archiviate durante la fase istruttoria, informazioni del Ministero della Giustizia.

Cita poi in modo generico, come se fosse stata approvata “una nuova legge” in base alla quale sarebbe punibile in modo aggravato, portando la pena da sei a nove anni di prigione, chi diffama politici, giudici, funzionari pubblici. Facciamo notare che questa è una grave svista: questa legge è stata discussa ma non è stata mai approvata! Checché ne dicano i disinformatissimi giornalisti di RSF.

Quelle di RSF sono un sacco di balle campate in aria in buona sostanza. Cari giornalisti della (ONG) RSF, cercate di capire che per sapere come vanno le cose non basta chiederlo a qualcuno. Bisogna cercare le informazioni una per una e verificarle con cura e competenza. Altrimenti si diffondono fake news.