Siamo al 1 Maggio, è Matteo Renzi a parlare, fresco del 70 per cento appena incassato. “Grazie al governo: ci attendiamo molto e lavoreremo a suo fianco con grande convinzione”, garantisce. Si pronuncia anche Maria Elena Boschi, fedelissima di Renzi, nel nuovo ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: “Continuiamo a sostenere il premier Paolo Gentiloni – dice – e a lavorare con il Governo di cui faccio parte”. Stessa linea Maurizio Martina, ministro e protagonista del ticket con Renzi: “Il Governo è al nostro fianco. Noi siamo protagonisti di questo sforzo dell’esecutivo”, assicura. Smentisce il voto anticipato anche l’ex vicesegretario Lorenzo Guerini: “Assolutamente no – afferma a chi gli chiede se si vada verso le urne -, il sostegno al Governo è un sostegno forte. Renzi lo ha detto. Un Renzi più forte e un Pd ancora più forte fa bene al Governo e al Paese”.

Oggi, 6 Maggio: «Non è pensabile andare avanti un altro anno così»: è questa la considerazione che Matteo Renzi ha fatto con i fedelissimi dopo quello che lui considera l’ennesimo «errore» compiuto dalla maggioranza e dal governo sull’emendamento che riguarda il telemarketing.

Per il segretario la misura è già colma. L’altro ieri, la legge sulla legittima difesa, che secondo Renzi ha sortito solo l’effetto di «far incavolare tutti». Ieri, invece, l’emendamento contenuto nel disegno di legge sulla concorrenza che elimina il requisito del consenso preventivo per le chiamate promozionali. «Un’altra norma – si è lamentato – che fa incavolare la gente». Perciò, visto che quel disegno di legge deve ora approdare a Montecitorio, ha chiamato il capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato e gli ha detto di correre ai ripari: «Quell’emendamento è un errore, lo hanno voluto i Cinque stelle, che però poi si sono sfilati e adesso, se lo teniamo, lo mettono in carico a noi».