II ventennio berlusconiano, si sa, è impregnato di leggi ad personam. Dalla depenalizzazione del falso in bilancio alla prescrizione dimezzata, per esempio, è stato un continuo. Ma le maggioranze di centrosinistra non hanno posto rimedio. Non hanno risolto il conflitto d’interessi del signore delle tv e hanno approvato leggi che, secondo molti magistrati, hanno fatto altri danni. Come la legge Severino del 2012 che, a parte le giuste norme sulla sospensione ed espulsione per amministratori locali e parlamentari (tranne se ti chiami Minzolini) ha previsto il guazzabuglio dello “spacchettamento” del reato di concussione in due: induzione indebita e concussione vera e propria. Una manna per Berlusconi, imputato al proceso Ruby anche per concussione e assolto.

IL CENTROSINISTRA si è pure vantato di aver approvato il traffico d’influenze, per il quale è indagato a Roma Tiziano Renzi. Peccato, però, che prevedendo una pena sotto i 4 anni, non si possa intercettare e quindi sia arduo da dimostrare. Quanto al falso in bilancio, sono dovute intervenire le Sezioni Unite presiedute da Giovanni Canzio per evitare un colpo di spugna. C’era, infatti, un comma ambiguo che si prestava ad assoluzioni per il falso “valutativo”.

C’è poi la legge anticorruzione, i magistrati dell’An m guidati prima da Sabelli e poi da Davigo hanno chiesto che gli inquirenti potessero utilizzare agenti infiltrati per avere più possibilità di successo dato che il è difficile da scoprire. Nulla di fatto. Il Csm, con il parere scritto dal consigliere Morosini nel 2015, poco prima del sì definitivo, disse: la legge “si limita a proporre l’aumento della pena, misura che dal punto di vista della strategia complessiva di repressione del fenomeno, pare largamente insufficiente”.

NEL 2015 c’è stata anche la riforma dei reati tributari, una vera depenalizzazione. Per la dichiarazione infedele la soglia di punibilità è passata da 50 mila a 150 mila euro, per l’omessa dichiarazione da 30 mila a 50 mila euro. Un incentivo anche per il “nero”: pagamenti in contanti possibili fino a 3 mila euro. Prima erano fino a mille. Inoltre, c’è ancora in ballo la riforma penale con la modifica della prescrizione: si ferma dopo il primo grado ma Appello e Cassazione devono concludersi dopo 18 mesi ciascuno. Altro che stop definitivo dopo il primo grado, come chiesto dalle toghe. E i primi atti del centrosinistra renziano sono stati la responsabilità civile dei magistrati e la riduzione delle ferie. Non proprio le urgenze della Giustizia.