BuganiDM di infoindipendente

“Siamo deboli dobbiamo dircelo serenamente..” Max Bugani in piena crisi post elettorale pensa già di rivedere il vincolo del doppio mandato e magari assicurarsi al mestiere della politica. Regola del Movimento 5 Stelle quella che Bugani vorrebbe rivedere tra l’altro fondante, in quanto attraverso il turnover si limita la possibilità di  inciuci una volta raggiunta la poltrona.

Secondo Bugani sarebbe necessario fare più esperienza per farsi concoscere mentre il vincolo del doppio mandato costringe ad abbandonare la politica a quei soggetti “forti” che potrebbero essere presentati anche in parlamento. Ma questa non è la politca di mestiere come la intendono i partiti tradizionali? Le parole di Max Bugani in questa intervista sono perfettamente sovrapponibili ad un qualsiasi altro esponente di altro partito, persino del PD.

Le boiate di Max Bugani sono un insulto a tutti quei candidati 5 Stelle che col vincolo di mandato sono emersi ugualmente ed hanno dimostrato le loro qualità, il fatto che Bugani non sia spiccato affatto tra le figure note nei 5 Stelle, non è dovuto al vincolo del doppio mandato, ma a causa della sua incapacità personale.  Che cosa dovremmo raccontare ai Di Battista e ai Di Maio che si sono sgolati durante tutta la campagna elettorale evidenziando più volte come il vincolo del doppio mandato fosse un tratto distintivo dei 5 Stelle rispetto altri partiti? Bugani ci ha ripensato? Lasci pure il Movimento 5 Stelle se si è accorto che non fa per lui.

Sembrerebbe sentendo voci locali che Max Bugani sia proprio colui che ha spinto per la candidatura di Andrea Pugni a Piacenza. Questa è stata percepita sin da subito come “calata dall’alto” e sempre secondo il racconto degli attivisti è stata la goccia che ha provocato la divisione in due  del meetup. Per chi non lo sapesse coesistono due meetup a Piacenza, ma l’uno non voterebbe mai il candidato sindaco dell’altro. Risultato? I 5 Stelle sono scesi in città sotto il 10%, al 9,14% per l’esattezza. Bugani in futuro farebbe bene a tenersi per se i suoi “colpi di genio”, le furbate come tuonava lui stesso (all’epoca de l’inceneritore di Parma) contro Pizzarotti, non pagano.

Di Fabio Garini