Tutti dipendenti di vari settori, le accuse vanno dalla truffa al falso e al peculato. C’è chi avrebbe timbrato per poi andare in palestra a fare ginnastica; chi si sarebbe recato a fare la spesa o sarebbe andato dal meccanico in orario lavorativo dopo essersi fatto timbrare il cartellino dal collega compiacente. E poi altre decine di episodi analoghi. La macchia dei furbetti del cartellino si allarga anche al Comune di Piacenza dove questa mattina all’alba i militari della Guardia di finanza insieme con gli agenti del Nucleo investigativo della Polizia municipale sono entrati per eseguire decine di misure, perquisizioni e per acquisire documentazioni. Sono cinquanta gli indagati: per 40 disposte le misure cautelari (39 obblighi di firma e un arresto ai domiciliari), gli altri dieci indagati a piede libero. Tutti dipendenti comunali di vari settori. Le accuse vanno dalla truffa al falso e al peculato. A questi episodi si aggiungono poi alcune vicende legate a contratti d’appalto che nei giorni scorsi avevano portato all’arresto di altre due persone.

Un vero terremoto a Palazzo Mercanti all’indomani dell’elezione del nuovo sindaco Patrizia Barbieri. L’ operazione, coordinata direttamente dal procuratore capo Salvatore Cappelleri, è tuttora in corso. Gli uomini delle forze dell’ordine andranno avanti tutto il giorno a perquisire gli uffici del municipio sia a Palazzo Mercanti, sia negli uffici di Viale Beverora sia in altre sedi decentrate.