Michele Anzaldi
Michele Anzaldi

Secondo l’onorevole Michele Anzaldi, ex portavoce della mozione congressuale Renzi e segretario della commissione di Vigilanza Rai, “quella andata in onda a Cartabianca è stata l’ennesima pagina nera, discutibile e dannosa del giornalismo in Rai”.

Parliamo del dibattito tra Oscar Farinetti e Marta Fana, ricercatrice di Economia, negli studi di Bianca Berlinguer. Anche a noi il confronto non è piaciuto, ma per motivi diversi da quelli del deputato Pd. Per la cronaca, la versione di Anzaldi (con molte scuse a Mordecai Richler) è questa: “Viene invitato un imprenditore, Oscar Farinetti, in quanto campione del made in Italy a livello mondiale, e viene fatto insultare con un attacco personale che nulla ha a che vedere coi temi affrontati durante la puntata e con accuse vecchie che sono già state smentite e in alcuni casi già oggetto di procedimenti giudiziari passati in giudicato”.

RICORDATE CHI E’ MICHELE ANZALDI? QUEL DEPUTATO PD CHE VOLEVA ASSESSORE A ROMA NELLA GIUNTA MARINO MASSIMILIANO TONELLI DI ROMAFASCHIFO.COM? OGGI TIFA INVECE DALLA PARTE DELL’AMICO DI RENZI, NATALE FARINETTI DETTO OSCAR.

Marta Fana – che scrive anche per il Fatto – ha avuto da ridire su alcune virtuose pratiche dell’imprenditore Farinetti, dopo che lui – oltre ad aver magnificato la propria azienda (“abbiamo due punti vendita a New York, uno è il terzo più visitato d’America”) con eleganza (“siamo una roba abbastanza importante a New York”)– aveva invitato il pubblico a una maggior fiducia: “Dobbiamo cercare di lavorare per cambiare la cultura del nostro Paese che deve essere più proattiva”. Parbleu. Marta Fana si è permessa di far notare, riportando notizie di stampa, che non è semplice fidarsi di lui come imprenditore: ha parlato dell’appalto Expo ottenuto senza gara e delle perquisizioni anti-taccheggio dei dipendenti, peraltro sottopagati.

Notizie, sia detto en passant, non smentite, né smentibili per la semplice ragione che sono vere.

Natale Farinetti detto Oscar
Natale Farinetti detto Oscar

La risposta del “campione del made in Italy” è stata l’annuncio di una querela, scelta che avrebbe condiviso coi suoi 2 mila dipendenti coi quali lavora “in grande armonia”. Perché le bugie che si ripetono più volte diventano verità: questa citazione, cui Farinetti è molto affezionato, è di Goebbels (anche se lui nel 2016 l’attribuì al meno ingombrante Goethe). Nel minaccioso discorsetto si è più volte rivolto alla sua interlocutrice chiamandola “signorina ”, ripetendo con sprezzo di non sapere il suo nome. Lei invece non ha smesso di sorridere.

Marta Fana
Marta Fana

LA “S I G N O R I N A” è ricercatrice in Economia a Sciences Po a Parigi: il suo titolo è “dottoressa ”. Dovrebbe saperlo Natale Farinetti detto Oscar che quando l’Università di Urbino, bontà sua, gli conferì la laurea ad honorem ringraziò “soprattutto a nome di mio padre Paolo che non c’è più e di mia madre Bianca, ai quali non è mai andato giù che non mi fossi laureato”. In quel “signorina” c’è tutto il disprezzo dei potenti verso chi non lo è: l’aggravante è che Farinetti vuole pure venderci la favola dell’imprenditore illuminato, del nuovo Olivetti. È davvero stupefacente che a fronte di questo trattamento riservato a una ricercatrice, pienamente titolata a discutere delle materie che studia, nessuna ministra, nessuna sindaca, nessuna sottosegretaria abbia battuto ciglio, quando ormai qualunque obiezione si faccia a queste nostre rappresentanti è bollata come sessismo.

Nemmeno un tweet dalla paladina dei diritti lessicali delle donne Laura Boldrini o da Valeria Fedeli, la cui frase più significativa resta quel monito a un incauto giornalista: “Potrebbe chiamarmi ministra, o è complicato?”. Quello che è accaduto a Cartabianca prova due cose: che i renziani hanno perso completamente il tocco, sanno solo giocare in difesa con facce torve e toni livorosi; e che questo femminismo da accatto, quando non è un’arma per celare la propria inettitudine, è una bandierina finta, agitata per distrarre e subito ammainata quando, dalla cosmetica, si passa alla politica.